Preghiera di Guarigione - Associazione Oreb

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Preghiera di Guarigione

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Preghiera di guarigione           

GUARIGIONE DEL NUCLEO FAMILIARE

Signore Dio, Tu sei nostro Padre. Sei Tu che ci hai creati, che ci hai fatti, che ci hai costituiti. Tu sei il nostro Creatore.
Sei Tu che ci ami fin dalla nostra infanzia.
Sei Tu che ci chiami “figlio mio”.
Ci hai insegnato a camminare, tenendoci per mano.
Non solo, ma hai voluto che nessuno di noi rimanesse “solo”, immerso nella sua solitudine, e, ricreando il clima d’amore che regna in Te, Dio Uno e Trino, hai voluto che ogni famiglia fosse immagine della Tua Famiglia.
Per questo, Signore, ora ti vogliamo pregare per la nostra famiglia, per tutte le famiglie esistenti.
Signore Gesù, guarisci le coppie, guarisci la loro intimità.
Ricrea l’unità nella coppia che Tu hai benedetto nel giorno del loro matrimonio.
Ricrea la fedeltà; ricrea l’antico amore, Signore, perché Tu sei fedele.
Guarisci, Signore, le ferite che hanno causato o che stanno causando le infedeltà; quelle ferite che stanno corrodendo l’antico vincolo sponsale.
Guarisci gli sposi dallo stress eccessivo, dall’aggressività, dall’autoritarismo, dalla violenza verbale o fisica, dal silenzio che causa rancore, rabbia, odio… Guarisci gli sposi dal loro attaccamento al lavoro, dal disinteresse per la vita coniugale e familiare, dalla poca sensibilità nei confronti di quello che “succede” dentro le pareti domestiche.
Guarisci le spose dalla loro chiusura, dalla loro depressione, dalla divisione che subiscono tra le pressioni del mondo del lavoro e quelle della famiglia. Guarisci la loro affettività.
Guarisci i coniugi dalla loro eccessiva ansietà. Dalla loro eccessiva preoccupazione per la situazione economica; dal loro non sentirsi più amati, dal loro non essere più capaci di amare…
Guarisci, Signore, le coppie che non riescono ad aprirsi al dono della vita: guarisci la loro fecondità.
Signore, davanti a Te essi Ti offrono la loro preghiera.
Considera il loro dolore, la loro amarezza per non essere padri o madri.
Considera il loro desiderio più profondo, e guariscili, Signore, così che il loro cuore possa esultare in Te, Signore Dio Padre della Vita.
Signore Gesù, Tu sei il Principe della Pace, e solo in Te noi conosciamo la pace senza fine.
La pace è un Tuo dono.
E’ il dono più bello e più grande che solo Tu ci puoi dare.
Dona la pace alle famiglie dilaniate dall’incomprensione, dalle liti, dalla gelosia, dalle invidie, dall’odio, dal disprezzo e dall’incuranza dell’altro.
Dona la pace a queste famiglie.
Fa’ che si sentano amate da Te, Signore, perché ciascuno, padre, madre o figlio si senta ricco di misericordia, di bontà, di umiltà, di pazienza.
Fa’ che il perdono che Tu, Gesù, hai dato a noi, regni in queste famiglie.
Fa’ che la pace, l’armonia, regni nei cuori dei genitori, dello sposo e della sposa, dei figli, del fratello e della sorella.
Perché – uniti – possano formare una sola famiglia in Te (Col. 3).
Signore Dio, Tu sei nostro Padre, perché Tu solo hai avuto cura di noi, traendoci a Te con legami di bontà, con vincoli di amore.
Tu sei per noi come chi solleva un bimbo alla propria guancia.
Su di noi Ti sei chinato per darci da mangiare.
Per il Tuo amore paterno, ti chiediamo ora di guarire i rapporti tra genitori e figli.
Guarisci i genitori dall’abuso di “potere”, di autorità nei confronti dei propri figli. Guariscili dalle loro negligenze affettive, dal rischio di segregare e di discriminare i figli.
Dona ai genitori la capacità di amare davvero, di saper dialogare, di dare fiducia e rispetto ai figli.
E guarisci i figli dalla tentazione di superiorità, di pregiudizio nei confronti dei propri genitori.
Signore, Dio Uno e Trino, ricrea ogni famiglia nello Spirito del Tuo Amore, vero e disinteressato.
Amen



Signore GESU', prendici per mano

“In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, si recò subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portarono tutti i malati e gli indemoniati.
Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino si alzò quando era ancora buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava”.
(Mc 1,29-35)

Lasciamo che Gesù entri in casa nostra, come entrò nella casa di Simon Pietro. Egli vede la nostra situazione, come ha visto la suocera di Pietro che era a letto con la febbre. Gesù vede tutte le nostre situazioni familiari, sociali, personali e si avvicina ad ognuno di noi. Come gli amici di Pietro e i parenti hanno parlato a Gesù della suocera di Pietro, così la comunità parla a Gesù di ognuno di noi, non tanto con le parole, ma con la preghiera.
Anche noi abbiamo motivi per avere la febbre: stanchezza sul lavoro, malattie, depressione, scoraggiamento, preoccupazioni per la famiglia in modo vario.
Presentiamo a Gesù la nostra stanchezza, che può essere molto varia…A volte siamo veramente stanchi per il lavoro, per gli imprevisti, le urgenze…la stanchezza può anche derivare dalla famiglia: figli, genitori, anziani … tutto ciò che comporta la quotidianità del nostro essere inseriti in famiglia e nella società.
Sovente dobbiamo sopportare e curare le nostre malattie e quelle dei nostri cari. Non c’è famiglia, infatti, che non abbia qualche sofferenza, nei modi più vari.
È molto significativo l’avvicinarsi di Gesù alla suocera di Pietro ed il prenderla per mano.
La mano è molto importante, perché può trasmettere sentimenti di tenerezza, di compassione, di sollievo. Lasciamoci prendere per mano da Gesù, in ogni momento della nostra vita, nei momenti di gioia e nei momenti difficili…lasciamoci prendere per mano come
un bambino si lascia prendere per mano, fidandosi completamente.
Gesù, io confido in Te!
Mentre contemplo il Tuo Volto, come lo ha contemplato la suocera di Pietro, vorrei aprirti tutto il mio essere, perché la luce del Tuo Volto entri dentro di me.
Il Tuo sguardo, Gesù, ed il Tuo Amore, penetrano il mio profondo e sanno quante ferite ci sono dentro di me: esse sono la radice anche di tante mie sofferenze di cui, a volte, non riesco a darmi ragione.
Tu puoi scendere là dove nessun psicologo o psichiatra riesce ad arrivare e, con la dolcezza del Tuo Amore, mi puoi guarire lentamente. Guariscimi, o Signore Gesù, con la Tua presenza affinché, sollevato, possa servire con più facilità le persone
che mi hai affidato. Voglio ancora contemplarti mentre ti allontani dalla folla e ti ritiri a pregare. Insegna anche a me, o Signore Gesù, a prendermi qualche momento di preghiera dopo il mio lavoro.
AMEN

(da: “Incontri che cambiano la vita” - Pierino Ghi
Ed. Ancora pag. 92-94)


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